Natale 2020 - Il nostro presepe

Il periodo che precede il Natale è magico: luci, festoni, neve, gli alberi di Natale decorati e il presepe. Preparare il presepe è un vero e proprio rito. Come prima cosa viene preparata la scena, che nel presepe storico, ha l’obiettivo di riprodurre il più fedelmente possibile l’ambientazione della Natività, e dunque la Palestina. Il paesaggio deve essere sabbioso, ma ricco di cespugli e fiori, senza corsi d’acqua e con case basse e bianche, e a fare da sfondo ci deve essere una locanda con una grotta. In seguito vengono posizionate le statuine, ognuna con un ruolo diverso e con un momento preciso per entrare in scena, proprio come a teatro: i pastori e i personaggi che assistono alla nascita di Gesù sono seguiti da Maria e Giuseppe, i quali iniziano il loro percorso il primo dicembre da un angolo del presepe e che, con il passare dei giorni, si avvicinano sempre di più alla locanda per poi posizionarsi alla Vigilia dentro la grotta insieme al bue e all’asinello. La notte del 24 dicembre viene posizionato il Bambin Gesù dentro la mangiatoia circondato dagli angeli. Infine viene posta una stella cometa sopra la grotta come segnale per i Re Magi che arrivano il giorno dell’Epifania portando doni da lontano.

 

 La tradizione del presepe affonda le sue radici nel cattolicesimo, e per questo motivo nei Paesi europei luterani come la Svezia e la Finlandia fu vietato e contrastato per secoli (contrariamente all’usanza dell’albero di Natale che non fece fatica ad affermarsi). Questo divieto venne superato negli anni ’20 e da allora il presepe è diventato una tradizione anche in Svezia dove possiamo trovarlo in ospedali e chiese, e in Finlandia, dove è comune usanza far interpretare la scena della Natività ai bambini nelle scuole.

 

La tradizione del presepe è molto variegata e la scena della Natività viene reinterpretata e caricata di usanze diverse a seconda del luogo in cui viene preparato, una delle più importanti nel territorio Italiano è sicuramente quella Napoletana. 

 

 

La tradizione napoletana del presepe è senz’altro quella più famosa e, a differenza del presepe storico, è composto da due parti, il mistero e il diversorio. Nel mistero vengono collocati Maria, Giuseppe, Gesù, gli angeli, il bue e l’asinello; nel diversorio si trovano la taverna, l’annunzio e il mercato. La scena non si svolge in Palestina, ma un ambiente di montagna e lo sfondo è colorato vivacemente nei toni del rosa, dell’ocra e del mattone per rappresentare un tramonto invernale. I personaggi del presepe napoletano sono moltissimi: c’è il pezzente, lo zoppo, il cieco, la gloria degli angeli, la zingara, il Benino – il pastore che dorme e che si perde la scena – e infine il seguito dei Re Magi con i Mori.

 

Nella cultura napoletana la tradizione del presepe è importantissima: non solo infatti via San Gregorio Armeno a Napoli ospita le botteghe degli artigiani di presepi più antiche e visitate del mondo (i turisti amano comprare sia le statuine tradizionali che quelle che raffigurano politici e personaggi famosi), ma al Museo Nazionale di Capodimonte c’è un’intera area dedicata ai meravigliosi presepi del 1500-1600. Inoltre, nella celebre pièce teatrale Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo, l’indimenticato drammaturgo napoletano, la trama ruota intorno alla mania del protagonista per la preparazione del presepe (“te piace o presepio” è anche l’ultima frase della piéce). 

 

 

 

Noi di Style House ci siamo ispirati alla collezione di Nicla, Azienda nata dalla passione per il presepe che non tarda ad affermarsi sul mercato dell’arte presepiale napoletana.

L’amore e la fiducia nelle capacità della piccola ditta spingono Claudio Balestrieri a tentare vie più ambiziose e con non pochi sacrifici decide di partecipare alla manifestazione fieristica Festivity a Milano, i risultati non tardano ad arrivare.

 

I ‘pastori’ della Nicla, un intreccio di terracotta e stoffe fusi in un tutt’uno di bellezza e semplicità, vengono subito apprezzati da acquirenti di tutt’Italia ed Europa.

 

Di li a poco Claudio inizia a pensare a qualcosa che possa dare più “vita” al presepe che in tanti appassionati realizzano attorno ai presepi della Nicla, nasce così l’idea di produrre dei pastori in movimento che possono ricreare scene di vita quotidiana in assoluto realismo.

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